"Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo davvero".
Anatole France

Le convinzioni

Le convinzioni, insieme ai nostri valori e criteri, sono una componente chiave della nostra struttura profonda. Per struttura profonda si intende la struttura che ci è propria e che dà significato alla realtà che ci circonda, ciascuno per sé.
Le convinzioni forniscono la “certezza” di una realtà e influenzano il punto di vista e quindi il focus interno. Forniscono anche la motivazione verso scelte e la possibilità di attuazione.
Molto spesso le convinzioni non sono generate da noi stessi, né sono frutto di esperienze proprie, spesso provengono da esperienze raccontate e da mappe mentali altrui, come di amici, genitori, insegnanti, media e stampa.
Le convinzioni possono essere, fondamentalmente e con tendenza più o meno maggiore, potenzianti o limitanti. Potenzianti perché permettono di vivere scelte utili al raggiungimento di mete della vita, limitanti perché limitano gli obiettivi o desideri che si possono avere.
Le convinzioni possono essere catalogate anche in base alla loro utilità: utili o non utili a una determinata persona, in un determinato contesto sociale e in un tempo preciso.
Secondo Robert Dilts, in Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of Mouth), le convinzioni limitanti possono essere di 3 tipi:
  • Senza speranza
  • Impotenti
  • Non sentirsi degni
Una delle tecniche suggerite dallo stesso Robert Dilts, e usata da molti altri formatori, è quella del contro-esempio. L’idea è che se si trova una, anche solo una, “eccezione alla regola”, alla propria regola espressa sotto forma di convinzione limitante, allora la convinzione stessa vacilla.
In una prospettiva più ampia e alla ricerca di un esito positivo al 100% però è preferibile consigliare di ampliare la propria mappa mentale, magari iniziando dalla ricerca di contro esempi alla credenza limitante e poi continuando a scoprire che esistono altre visioni della vita e che, se ritenute utili, possono essere adottate.