"Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo davvero".
Anatole France

Business coaching

A CHI SI RIVOLGE IL BUSINESS COACHING:
Si tratta di una strategia rivolta al mondo del lavoro, in particolare a manager e professionisti vari: imprenditori di piccole-medio imprese, liberi professionisti, venditori e aziende in start-up.
Il business coaching si basa su un intervento ad hoc secondo le esigenze specifiche del cliente al fine di fortificare e ampliare la produttività di un’impresa o di un’azienda.

PERCHE’ FARE BUSINESS COACHING:
Avere le idee chiare sul business coaching è il primo passo per capire meglio perché può essere utile affidarsi ad un mental coach specializzato nel lavoro e se il suo intervento è necessario per la propria attuale condizione lavorativa. Intraprendere un percorso di business coaching può essere utile in tutti i casi. Anche se una attività non è in un momento critico approcciarsi al business coaching potrà comunque essere utile per consolidare i profitti ed incrementarli.
Esistono anche dei casi in cui l’intervento di coaching può essere necessario: per superare una crisi, per affrontare meglio un cambiamento e/o per facilitare e sviluppare l’attività di team building.

TECNICHE DI BUSINESS COACHING:

Le tecniche che un buon business coach vi trasmetterà saranno in grado di portare dei miglioramenti su diversi aspetti del vostro lavoro e della vostra attività.
Grazie a delle tecniche di business coaching potrete ottenere i seguenti miglioramenti:
  • Miglioramento delle abilità di comunicazione interpersonali
  • Sviluppo delle risorse e del team attraverso il superamento di ostacoli e conflitti
  • Miglioramento della gestione del tempo attraverso la capacità di delegare
  • Capacità di individuare nuovi mercati e aumento della produttività.

Il coaching


Il coaching è una relazione processuale fondata sulla scoperta e lo sviluppo delle potenzialità personali. Il metodo offre al cliente strumenti che gli permettano di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti; l'obiettivo del coach è di scoprirle ed insegnare al cliente come utilizzarle. Sul piano metodologico il modello più usato è il GROW model ideato da Sir John Whitmore alla fine degli anni '80 e '90. Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità. Il coaching può essere rivolto a persone che vogliono vivere con maggiore soddisfazione la loro vita, e raggiungere obiettivi significativi, genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti e a tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi. In un rapporto di coaching l'allenamento e la valorizzazione delle potenzialità personali permette di inquadrare l'essenza stessa del coaching: accompagnare la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

Il successo

Il successo è l’abilità di ottenere i risultati attesi, qualsiasi essi siano. Il successo è un valore personale e dipende da persona a persona. 
Dipende anche dalla scala di valori di ciascuno di noi. Per la PNL, il successo può essere pianificato, controllato, monitorato, appreso. 
Insomma, la fortuna bussa alla porta di chi ha già lo zaino in spalla. In PNL spesso viene sottolineato che il successo non si ottiene alla meta, ma durante e proprio grazie il percorso seguito per arrivarci.

Selezione di libri sulla PNL






Cosa è la PNL

PNL è l’acronimo in italiano per Programmazione Neurolinguistica e raggruppa molte tecniche utili allo sviluppo personale, alla comunicazione, alla psicoterapia, allo sport, alle relazioni personali e lavorative.

È definita anche lo studio dell’eccellenza umana che ha sviluppato “tecniche per la libertà”. La PNL è anche un atteggiamento, caratterizzato da senso di curiosità e voglia di imparare. È un metodo basato su presupposti scientifici. È una tecnologia innovativa, capace di aiutare a raggiungere le soluzioni in modo efficace.

  • Programmazione è la capacità di essere consapevoli e cambiare i propri comportamenti, organizzare i propri pensieri e le proprie azioni. 
  • Neuro è per come usiamo i sensi per interagire con l’esterno e per come gestiamo il nostro sistema nervoso. 
  • Linguistica è l’uso del linguaggio (verbale e non), la parola, l’influenza intrinseca.
Il termine PNL é stato coniato dai due co-fondatori Richard Bandler e John Grinder nella metà degli anni ’70 in California. Richard Bandler e John Grinder studiarono le tecniche di terapeuti che “facevano la differenza” come Virginia Satir, Fritz Pearls, Milton Erickson. Richard Bandler e John Grinder iniziarono a studiare il modo per essere efficaci in terapia tanto quanto i loro modelli e poi scoprirono un modo per estrapolarne le strategie di successo

Gli Obiettivi




Un obiettivo è una meta, l’ottenimento di uno stato o di una possessione (che di conseguenza genera uno stato). Un obiettivo si distingue da un sogno per diverse caratteristiche ben precise:


    1. è espresso in positivo (cioè non sarà espresso come “non fumare più”, “non annoiarmi più la sera…”)
    2. specifico (cioè espresso in dettaglio, fino a ciò che è possibile descrivere che sarà l’aspettativa)

    3. motivante e allo stesso tempo credibile

    4. con tempi chiari e definiti

    5. visualizzatile e sensoriamente definito


    6. iniziato e mantenuto dall’individuo in oggetto

    7. ecologico (cioè che rispetta la personalità della persona, il suo sistema famigliare, i suoi valori, ecc…)

    8. contestualizzato nella realtà in cui dovrà essere messo in atto

    Le convinzioni

    Le convinzioni, insieme ai nostri valori e criteri, sono una componente chiave della nostra struttura profonda. Per struttura profonda si intende la struttura che ci è propria e che dà significato alla realtà che ci circonda, ciascuno per sé.
    Le convinzioni forniscono la “certezza” di una realtà e influenzano il punto di vista e quindi il focus interno. Forniscono anche la motivazione verso scelte e la possibilità di attuazione.
    Molto spesso le convinzioni non sono generate da noi stessi, né sono frutto di esperienze proprie, spesso provengono da esperienze raccontate e da mappe mentali altrui, come di amici, genitori, insegnanti, media e stampa.
    Le convinzioni possono essere, fondamentalmente e con tendenza più o meno maggiore, potenzianti o limitanti. Potenzianti perché permettono di vivere scelte utili al raggiungimento di mete della vita, limitanti perché limitano gli obiettivi o desideri che si possono avere.
    Le convinzioni possono essere catalogate anche in base alla loro utilità: utili o non utili a una determinata persona, in un determinato contesto sociale e in un tempo preciso.
    Secondo Robert Dilts, in Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of Mouth), le convinzioni limitanti possono essere di 3 tipi:
    • Senza speranza
    • Impotenti
    • Non sentirsi degni
    Una delle tecniche suggerite dallo stesso Robert Dilts, e usata da molti altri formatori, è quella del contro-esempio. L’idea è che se si trova una, anche solo una, “eccezione alla regola”, alla propria regola espressa sotto forma di convinzione limitante, allora la convinzione stessa vacilla.
    In una prospettiva più ampia e alla ricerca di un esito positivo al 100% però è preferibile consigliare di ampliare la propria mappa mentale, magari iniziando dalla ricerca di contro esempi alla credenza limitante e poi continuando a scoprire che esistono altre visioni della vita e che, se ritenute utili, possono essere adottate.